Ancora problemi per Elon Musk che inizia male il 2026; nessuno si aspettava un crollo di questa entità.
Qualsiasi persona di successo in un qualunque campo potrà confermarvi che la cosa difficile, in un business, non è arrivare al top con i propri progetti, bensì restarci. Chiedetelo all’imprenditore Elon Musk, uomo più ricco del mondo e – se tutto va bene – primo trillionario della storia moderna entro il 2027, con un patrimonio così enorme che è difficile anche solo immaginarlo.
Musk ha costruito la sua fortuna in più campi, tutti legati alle rinnovabili, da Tesla Energy che è ancora la sua fonte di introiti migliore e più stabile passando per Space-X, un po’ in ritardo sui piani considerando che dovremmo già essere su Marte secondo le sue vecchie promesse fino a Tesla, l’azienda che più interessa a noi che siamo grandi appassionati di motori.
La casa americana ha toccato vette importanti di vendite, un paio di anni fa, quando il nuovo crossover Model Y è addirittura divenuto l’automobile più venduta del mondo. Peccato che il 2025 abbia lasciato a Musk molto su cui riflettere, con un sorpasso imbarazzante e sopratutto, un calo nelle vendite in un momento in cui proprio non ci voleva.
Musk perde ancora denaro, colpa dell’Europa
Nel corso del 2025, Toyota è tornata ad essere la casa automobilistica che vende più auto al mondo, sempre grazie alla solita RAV4 che si riprende lo scettro di vettura più ordinata e comprata nel mondo. La casa con la crescita più rapida, senza troppe sorprese, rimane poi BYD che batte anche la crescita di Tesla in tutto il mondo. E tra i mercati che hanno dato più grande a Tesla, ce n’è uno europeo.

Azioni di Tesla in calo, il problema francese – www.Tuttomaggiolino.it
La Francia, uno dei paesi del G8, uno dei più ricchi d’Europa e di conseguenza uno dei più importanti mercati per un marchio come Tesla che non ha una vera automobile entry level ha visto diminuire del 37,4% le vendite del marchio nell’ultimo anno. Se rapportato al 2019, il fatturato del marchio americano nel paese della Torre Eiffel è calato drasticamente con 580.000 auto in meno ordinate e consegnate.
Difficile dire se sia frutto di una strategia di marketing errata, se i casi di incidenti come quello del taxi Tesla che a Parigi ha investito un gruppo di persone tempo fa abbiano pesato sulle vendite o se si tratti di una crisi generale che coinvolge la nazione. Ciò che è certo è che non era proprio la notizia che serviva per iniziare bene l’anno. Specie considerando che nell’ultimo piano industriale di Tesla non si menzionano nuovi modelli, tanto meno low cost.
Musk è nei guai - www.Tuttomaggiolino.it






