La storia del Transporter dal 1949 al 1967

Guida

 

La storia del Transporter dal 1949 al 1967

E’ il 1947 e Ben Pon, l’importatore olandese del Maggiolino è convinto che la Casa madre non faccia abbastanza per rilanciarsi dopo le rovine e la tragedia della guerra.
A suo parere quel meraviglioso motore Volkswagen potrebbe fare di più: potrebbe semplificare la vita di moltissime persone e, contemporaneamente, conquistarsi una bella fetta del nascente mercato dei mezzi per il trasporto merci.
Il motore e la robustezza del telaio hanno già dato buona prova di sé nelle versioni destinate al trasporto di merci e persone nel corso della guerra.
L’idea di Ben Pon però va oltre.
E’ quella di un veicolo che non sia il semplice adattamento furgonato della berlina, ma un nuovo progetto, multifunzionale, impostato sul telaio del Maggiolino ma concepito senza dipendere dalle sue forme.
Quando deve spiegarlo ai dirigenti e ai tecnici della Volkswagen, prende la matita e traccia sul suo taccuino lo schizzo di un veicolo dalla forma squadrata, con il conducente sistemato sull’assale anteriore, le merci al centro e il motore sulla parte posteriore: l’idea piace.
Nel 1949 si comincia a lavorare intorno al prototipo.
Il primo modello, però, non regge alle sperimentazioni: il telaio del Maggiolino non ha la necessaria rigidità e resistenza alle torsioni.
Deve, quindi, essere riprogettato.



Un anno dopo il furgoncino è pronto: ha la sigla Typ 2, i tedeschi lo chiamano prima “Bulli” e poi semplicemente “Transporter”, ma in gran parte del mondo il suo nome sarà “Combi”.
Insieme al furgone viene progettata una versione destinata al trasporto delle persone, poi arriva il furgonato aperto, quello che oggi si chiama pick-up, e pian piano la Volkswagen è costretta a pensare ad allestimenti particolari, dalle ambulanze ai veicoli dei pompieri, polizia ecc.
Nasce anche una versione camper, con l’arredo interno e parte della carrozzeria progettati dalla Westfalia.



Nella seconda metà degli anni Cinquanta il bilancio delle vendite del fratello maggiore del Maggiolino è esaltante, e le prenotazioni non accennano a diminuire.
Volkswagen decide nel 1956 di spostarne la produzione dallo stabilimento di Wolfburg, incapace di far fronte al successo di entrambe le vetture, a quello nuovissimo di Hannover, concepito proprio per il furgone.
Dal quel momento il Combi è pronto per entrare nella storia.I dati di vendita del Combi raccontano di un successo senza precedenti nella storia dei furgoni e simili: nel 1960 viene superato il primo milione di esemplari, nel 1966 le vendite toccano i due milioni e nel 1971 i tre.
La cifra arriverà a superare ampiamente i cinque milioni verso la fine degli anni Settanta, quando arriverà la terza generazione di questo fortunato automezzo da fatica.


L'evoluzione del Combi

L’evoluzione estetica del Combi comincia sin dal primo anno, i gruppi ottici posteriori prima tondi, piccoli in vetro con cornice cromata (50-51) diventano di plastica con la cornicetta cromata con una sagomatura leggermente diversa (51-53) e poi sempre in plastica, sempre con cornicetta cromata ma molto più bombati (53-55).
I catarifrangenti che prima sono completamente riflettenti (55-58) successivamente integrano anche la luce di stop restando delle stesse dimensioni, la modifica successiva è radicale in quanto stop, catarifrangente e indicatore di direzione vengono accorpati in un unico pezzo segmentato (61-67).
Anche gli indicatori di direzione cambiano, dalla prima versione a bacchetta a scomparsa sul piantone subito dietro lo sportello (50-60); poi a una forma a “pera” in metallo e plastica ma inseriti sul frontale del bus sopra i fari anteriori (60-63), e poi ancora con una versione più larga e appiattita “fish eye” sempre nella stessa posizione (63-67).
Per quanto riguarda le maniglie cominciamo a parlare della parte posteriore in quanto ha subìto radicali cambiamenti di struttura: vano motore e bagagliaio sono costituiti da un unico portellone, questa serie di Combi viene denominata appunto “Barndoor” caratterizzata da una maniglia a forma di T e un vetro posteriore piccolo (50-55); nella serie successiva vengono creati due portelli separati per vano motore e bagagliaio, il bagagliaio mantiene la sua maniglia a T mentre il vano motore viene dotato solo di una semplice serratura rotonda con copertura girevole (55-65).
La maniglia del portello portabagagli viene cambiata con una serratura a pressione (63-66) e poi ancora sempre con una serratura a pressione e una maniglia integrata a forma di gancio.(66-67)
La stessa forma viene data alla maniglia del vano motore ma senza la serratura, solo apertura a pressione (65-67).
Le maniglie delle portiere sono di forma slanciata con serratura integrata, essendo a leva, vengono tirate per aprire lo sportello che ha un piccolo incavo per la mano (50-55); in seguito la maniglia rimane con lo stesso meccanismo ma viene ingrandito l’incavo per la mano sullo sportello tanto da incassare un po’ anche la parte fissa della maniglia con una guarnizione in gomma (55-63) e verrà sostituita con una maniglia fissa nella serie successiva, adesso l’apertura avviene pigiando un bottone che accoglie la serratura (63-67).
Subisce delle modifiche pure la maniglia della porta laterale (piano di carico o alloggiamento passeggeri) prima a forma di L molto slanciata con serratura (55-58) e poi esattamente identica ma sullo sportello compare l’incavo per la mano che segue la semi-rotazione della maniglia (58-63) e poi ancora a forma di L ma più allungata con conseguente allargamento dell’incavo sulla porta (63-67).
Le prese d’aria per il motore, situate ai lati posteriori del Combi, sono formate da 8 fessure sporgenti verso l’esterno con i bordi arrotondati (50-55) che diventeranno 9 nella stessa forma e posizione (55-63) e poi 10 ma con le sporgenze verso l’interno del vano motore, come se il pezzo del lamierato fosse stato montato al contrario e sottosopra.
I paraurti “bumper” prima sottili con un altro elemento sempre in lamiera sagomata attaccato sopra (come le strisce in gomma sulle versioni de-lux “trim”) hanno le estremità slanciate verso l’alto (50-58) poi trasformatisi in un unico elemento sempre con la forma all’insù presentano una piegatura verso l’esterno (58-63) per poi cambiare ancora, ma solo le estremità, che diventano più tondeggianti (63-67).
Altro cambiamento estetico è dato dalla posizione del serbatoio del carburante che nella prima versione è alloggiato dentro al vano motore nella parte sinistra accanto al motore stesso ed il tappo del serbatoio è raggiungibile aprendo il portello del vano (50-55); successivamente il serbatoio viene spostato, sempre dentro al vano motore, dietro alla cassa della vento di raffreddamento e il bocchettone per il rifornimento viene fuori, posteriormente, sul lato passeggero, coperto con uno sportellino chiuso da una serratura circolare con copertura girevole (55-66); serratura che sparisce del tutto nelle serie successive, sostituito con una orecchietta per l’apertura col dito (66-67).
L’emblema posto sul frontale sotto il parabrezza, è costituito da un cerchio che racchiude le lettere VW separate (50-51) che poi verranno unite nelle versioni successive; visto il successo del combi e la creazione di versioni di lusso si avranno anche degli emblemi cromati (dal 51 in poi).
Il cruscotto ,o consolle comandi, è molto spartana nella prima versione, è una sporgenza delle stesse dimensioni del volante ed accoglie soltanto il contachilometri e tutti i bottoncini e levette ai lati (50-55); nelle versioni successive il cruscotto copre tutta la larghezza del Combi (55-67) e molti altri accessori o a richiesta o per le versioni lusso.
Non c’è la vaschetta per i tergivetri e nemmeno le prese d’aria per i piedi (50-64) che compariranno successivamente (64-67).
Le cerniere delle porte laterali sono a metà altezza dei vetri (50-60) e poi spostate più in basso fin sopra la linea che divide a metà in Combi (60-67).
I bracci degli specchietti retrovisori trovano posto sul montante del parabrezza con l’attaccatura allo specchio rotondo proprio nel centro (50-52); successivamente tutto rimane invariato tranne l’attaccatura allo specchio, sempre tondo, in basso (52-55); l’ultima modifica viene apportata alloggiando i bracci dei retrovisori proprio sulle cerniere degli sportelli ela forma degli specchi diventa trapezoidale con gli angoli arrotondati (55-67) da qui il nome “ Elephant Ear – orecchie d’elefante” con l’attaccatura del braccio nel centro.
Tecnicamente il motore del Combi, nato di 1131 cc. e 25 hp (50-53), passa a 1192 (54-64) aumentando però di potenza da 30 hp (54-60), a 34 hp (60-64), a 42 hp (63-65), e a 44 hp (65-67).
Anche la vetratura è un’altro elemento distintivo dei Combi e va da un minimo di 4 vetri (nei modelli fino al 51 era assente il vetro posteriore e in alcune versioni era assente il portello del bagagliaio e al posto del vetro posteriore si poteva trovare un altro emblema VW), fino ad un massimo di 23 vetri per la versione Microbus “Samba/delux” (costruiti fino al 64).

Le date più significative del Combi

Novembre 1949 – La Volkswagen lancia il Tipo 2.
Marzo 1950 - Introduzione dei Veicoli Commerciali.
Maggio 1950 - Introduzione del Microbus.
Giugno 1951 - Introduzione del Microbus Deluxe (Samba) 8 & 9 posti.
Dicembre 1951 - Introduzione dell'Ambulanza (Krankenwagen).
Agosto 1952 - Introduzione del singola cabina (Pick-Up).
Marzo 1953 - Il Microbus Deluxe viene dotato del paraurti posteriore.
Ottobre 1954 – La Volkswagen sforna il suo 100,000° Transporter.
Marzo 1955 - Introduzione del tetto apribile (sunroof) e del cruscotto in tutta larghezza.
Marzo 1956 – La Volkswagen trasferisce la produzione del Combi nella Fabbrica di Hannover.
Settembre 1956 - La produzione del combi tocca quota 200,000.
Novembre 1958 - Introduzione del doppia cabina (Doppel kabine –DoKa).
Agosto 1959 - 500,000° Transporter.
Settembre 1962 - 1,000,000° Transporter.
Luglio 1963 – Viene prodotto l'ultimo modello con finestra posteriore piccola (1-144-281)
Agosto 1967 - Dopo 17 anni di produzione, viene assemblato l'ultimo Splitscreen (217-148-459)

Articolo scritto da _AXEL_ dopo numerose ricerche su internet e spunti presi da diverse riviste del settore.


Autore della guida: _AXEL_ - Guida inserita Venerdì, 07/10/2005 - 12:28


Tutti i fusi orari sono GMT + 2 ore

Vai a:  
Non puoi inserire guide in questa categoria
Non puoi modificare le tue guide in questa categoria
Non puoi eliminare le tue guide in questa categoria

Realizzato da Tortora Lucio

FAQ (Domande e Risposte)
Visualizza gruppi
Visualizza lista utenti
Contatta lo staff
Contatta il webmaster
Powered by phpBB
Credits